giovedì 13 dicembre 2012

sabato 8 dicembre 2012

Sull'utilità dei dati aperti

In seguito ad una discussione su twitter seguita all'articolo su CheFuturo dell'amico Napo, mi sono posto alcune domande: Perchè pubblicare dati se tanto, come dice il governo inglese, l'interesse è poco, le apps pure, ecc? Il problema, a mio avviso, è duplice e in entrambi i casi il fattore tempo è il fattore preponderante. Il primo problema è quello della qualità. I persiani utilizzavano il liquido scuro che usciva dalla terra per farci le lampade ad olio. Oggi sappiamo che la qualità di quel liquido scuro è molto bassa, e da quella esperienza abbiamo imparato che è necessario passare attraverso una fase di raffinazione che porta il greggio ad essere ripulito e quindi più facilmente riutilizzabile per realizzarci tutti i possibili prodotti dalle gomme delle auto alle cover degli iphone.
Il secondo problema è di tempo di risposta. Chi politicamente si impegna per l'apertura dei dati ha bisogno di un riscontro a breve/brevissimo tremine per giustificare l'azione o l'investimento. Il problema è che l'informatica ha illuso di poter dare immediatezza a tutto. Ma a questo livello di immediato c'è poco. Per creare una filiera di uso dei dati ci vuole del tempo, ci vogliono fallimenti, ci vogliono successi e ci vogliono copiatori. Non nasce in pochi anni una filiera del genere, a meno che una grandissima azienda non inizi a spingere sull'argomento. Ma a questo punto ci si trova davanti allo scoglio di qualità, quantità e freschezza. Come prima, torniamo al modello del petrolio. Chi investirebbe in un pozzo petrolifero senza fare i controlli del caso? Dove si trova il petrolio? Quanto ce n'è? Quanto va raffinato? La stessa operazione cinica e bara va fatta sui dati, soprattutto se chi ci vuole lavorare è una Startup.
E quindi in questa discussione, chi pubblica dati pre-aggregati non sta giocando a favore dell'uso dei dati. Chi pubblica pochi dati gioca a favore ma non cambia i pesi sulla bilancia. Quello che cambia i pesi sulla bilancia sono progetti come quello di Torino, con le API che danno i dati sui parcheggi in tempo quasi reale, e infatti proliferano apps. Quello che cambia i pesi sulla bilancia è il set di API fornito dalla MTA di NYC, che espone le informazioni sulla metro in tempo reale, e proliferano le apps. Poi possiamo discutere sul fatto che alcuni dataset sono più o meno complessi da utilizzare ed analizzare. E questo è fuori discussione. Il traffico è immediato, magari l'impatto delle decisioni della giunta del comune sul rimboschimento delle aree verdi della città meno. Ma questo non significa che non ci siano opportunità. E le opportunità arrivano con l'aumento di almeno due delle tre dimensioni. Qualità - Quantità - Freschezza.

mercoledì 28 novembre 2012

Data Journalism School




Un po' di pubblicità alla Data Journalism School organizzata dal 13 al 15 Dicembre a Milano da Istat e dalla fondazione <AHREF. Qui maggiori dettagli.

sabato 10 novembre 2012

Gov.UK principles for good government website (and service) design

Tim Brown posts the link to this interesting website: https://www.gov.uk/designprinciples. The principles exposed are very interesting and takes the discussion to an amazing new level. This explains how far forward  UK government is in this area, compared with other local governments...
[via Linkedin]

lunedì 1 ottobre 2012

On a new wave of Data Warehousing

During my trip to Helsinki at the OKFestival, I happened to talk to some new friends about how data has to be analyzed. So in the end what I came home with is a concept, that has been following me for some time now, and that sooner or later has to be analyzed deeply. In the end the two main references in the datasets are Time and Space. This means that we have a basically 2D point that matches a given time and a given location. The problem is that geographic positions are only a recent acquisition of mankind. Before that, there were only location names like my hometown, Castel Maggiore, that was previously called Castaniolo then Castagnolo Maggiore, and in each period the form of the location was completely different. This basically implies that the only granted dimension is time, while "Administrative space" is time-dependent and physical point-based location is not. Is there a way to express this in a meaningful manner?

Analysis en course...