venerdì 31 luglio 2009

Step 3: The governent as a broker

Un governo locale non può che guadagnare dall'aumento delle relazioni tra i commercianti. Questo nuovo post cerca proprio di studiare come si può andare a offrire alle aziende e ai commercianti modi nuovi per interagire e creare fatturato.
Spesso e volentieri è più facile cercare on-line se un certo servizio è a disposizione da qualche parte del mondo rispetto alla possibilità di trovarlo vicino a casa. Però un servizio, soprattutto se legato a produzioni reali, implica non solo costi di trasporto, ma anche costi ambientali per il fatto che una certa risorsa debba esser etrasportata fisicamente da A a B. Quindi uno strumento che aiuti a collegare cose vicine permetterebbe di favorire il grande ideale del km-0. Inoltre l'aumento di circolazione interna di denaro genera direttamente dei vantaggi socio-economici a livello locale che, parlando di vil pecunia, si trasformano per l'amministrazione quasi direttamente in introiti fiscali.
A questo punto quello che viene in mente è come fare un servizio del genere? Proverei a partire da un caso pratico e vedere cosa si poteva fare meglio o diversamente. Il caso è quello dihttp://www.shoppingcastelmaggiore.it/.
Partiamo dall'idea di fondo, che voleva essere un sito con almeno uno spazio per ogni negozio e link ai vari servizi offerti dai negozi. Un'idea del genere, se ben sfruttata, può diventare un vero trampolino di lancio per due tendenze: una tendenza che vede l'ente pubblico come promotore di processi positivi di sviluppo economico non legato alla fisica presenza del negozio, dall'altra l'informatizzazione almeno parziale di tante piccole realtà locali che per natura non sarebbero informatizzate ne' informatizzabili. Non voglio arrivare a dire che sarebbe possibile iniziare a pensare a collaborazioni comune-coop per dare funzionalità web2.0 al supermercato (tipo ordinazione on-line e ritiro in loco senza fila).
Quindi cosa deve offrire un sito del genere? funzionalità innanzitutto di SEO (search engine optimization) valide, in modo da favorire il reperimento di informazioni da parte di Google, Bing e gli altri motori di ricerca, funzionalità di social network, che da un lato permettono di creare rete attorno al sito (come miele con le api) e dall'altro si sfrutta l'effetto virale intrinseco delle reti sociali per sponsoizzarlo. Inoltre diventa possibile, discutendone con altri enti presenti sul territorio (CNA, ASCOM), la creazione di una infrastruttura per aiutare le piccole imprese e i negozi ad entrare in rete senza troppi costi inizali e con consulenze adatte.
Che pro, che vantaggi e che sviluppi avrebbe un'idea come questa?
Dalla parte dei negozianti una infrastruttura seria e ben costruita permette di aggiungere senza modificare nulla la possibilità di vendita on-line tramite sia siti-istituzione quali e-bay e simili che anche un negozio "specializzato" per il comune. In secondo luogo i commercianti hanno la possibilità di tracciare molte operazioni e decidere come ottimizzare i propri prodotti e le proprie vendite (una buona campagna di marketing on-line permette di migliorare le condizioni anche di un negozio fisico). Inoltre per l'ente che offra questa struttura, inziano a fluire informazioni su interessi di utenti, acquisti, modalità di pagamento e tanti altri, tutti dati che fondano un buon sistema di Business Intelligence e quindi (per terze parti) sia informazioni "di valore" che informazioni che permettano, di nuovo, di ottimizzare le varie imprese.
Per il comune questo cosa porta, invece? Innanzitutto una visibilità maggiore rispetto al normale sito comunale puramente informativo. Inoltre maggiori contatti con le imprese e i commercianti. Infine, un sistema del genere permette anche la creazione di nuovi posti di lavoro, in quanto si può iniziare a pensare a servizi di consegna a domicilio di prodotti e di raccolta della spesa. Ovviamente anche queste nuove imprese potrebbero usufruire dei servizi disponibili in un meraviglioso circolo virtuoso che permette di ottimizzarsi su aree diverse e trasformare la concorrenza "normale" in una collaborazione tra aziende diverse.
Quanto costa tutto questo? in realtà, di nuovo, pochissimo: il software open source e il solito team di hacker costano forse due hack-day (ovvero due rinfreschi e un salone), l'infrastruttura hardware, chiedendo opportune sponsorizzazioni direi quasi nulla. Nel caso in cui mancassero le sponsorizzazioni, con un migliaio di € si ha già una struttura interessante ed espandibile nel caso in cui in futuro si decidesse di continuare il progetto...
Ah, ovviamente una caratteristica interessante di tutto questo è anche che gli hacker inevitabilmente iniziano a parlare tra loro e iniziano a pensare a sfruttare economicamente le varie piattaforme, in modo da riuscire comunque a trovare vantaggi economici, che alla fine vanno comunque a migliorare gli introiti fiscali del comune e le persone (gli hacker) sono felici di fare qualcosa di nuovo, utlie e che piace. Questo, a sua volta genera una quantità abnorme di applicazioni su AppStore, Marketplace, Blackberrystore e quindi nuovi introiti. Questi fanno crescere piccole aziende di informatica e richiamano quindi nuovi cittadini dall'alta scolarizzazione, che possono contribuire in modo molto attivo alla crescita del paese, ecc...
Oppure sono io molto utopista?